Le Baraccoline fritte

I vecchi pescatori lo sapevano bene che le piccole razze (qui da noi in Romagna da sempre si chiamano “baraccoline”), sono pesciolini prelibati, hanno carni bianchissime, saporite e le loro spine, essendo cartilaginee, non infastidiscono! Anzi … quella “sottile” croccantezza è piacevole!

Le loro dimensioni però, e la errata considerazione di queste piccole razze come mediocri quindi poco pregiate, facevano sì che spesso rimanessero invendute sui banchi del pesce, nei mercati o anche nelle cassette appoggiate sul manubrio delle biciclette delle “pisère” (pescivendole) che ogni giorno si spingevano nell’entroterra per vendere ciò che i loro mariti pescatori avevano pescato la notte prima.

Baraccoline fritte

Ed è proprio per questo motivo che molti dei piatti legati alla tradizione nella cucina di mare più povera, quella nata sui pescherecci o comunque nelle case dei marinai, vedono questo piccolo pesce quasi sempre presente. Pensiamo al brodetto, al brodo di pesce, alla frittura …

In passato, le “baraccoline” fritte erano un piatto prelibato: solo un velo di farina, olio ben caldo e una bella sgocciolata sulla carta gialla. Un filo di sale, una spolverata di pepe e, per chi lo gradiva, il succo di un limone.

Purtroppo oggi questa è una consuetudine persa….come oramai persa è anche la possibilità di trovare le baraccoline sui banchi del pescivendolo.