Stefano

Ci sono le “poverazze” aperte davanti al fuoco e le corse da bambino sulla banchina del porto. La lima di osso per riparare le reti e l’odore del petrolio usato sui pescherecci. Il colore, sempre più scuro, delle sedie dipinte mille volte e i piatti semplici, cucinati in famiglia. Nella mia memoria ci sono luoghi indimenticabili che hanno il vissuto del mare e delle cose buone che proprio in quell’ambiente hanno le loro radici.

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