Street Food

“La beauté est dans la rue”
“La bellezza é nella strada”
– anonimo maggio 1968

Lo Street Food, nella Romagna dei porti, è nato sulle barche del Canale di Cesenatico.
Tornati dalle battute in mare, i pescatori non avevano ancora finito il loro lavoro: dovevano riparare le reti, pulire i pescherecci, selezionare il pescato. E nelle concitate mattine di duro lavoro, si avvicinava in fretta l’ora del pranzo.
Cucinavano insieme, sui moli del Porto Canale. Si diffondevano odori forti e invitanti.
Erano sì piatti poveri, cucinati con i pesci più piccoli, quelli da spina, quelli che il mercato non voleva, ma avevano un sapore e una forza in grado di lasciare un ricordo indelebile: rappresentano il mare, erano la sua espressione nella sua forma più pura.

Preparazioni legate alla collettività e identificative dello strato sociale degli uomini del mare, il loro consumo era un evento pubblico, sotto gli occhi di tutti: sulle barche si stava insieme, si scambiavano parole, sguardi e battute, si creava una atmosfera di complicità tra avventori.
Lo Street Food quindi, pur violando molte delle regole della “cucina di casa”, era un’arte della comunicazione.
Anche oggi è così: parte del patrimonio culturale di un territorio, tradizione antica e inespugnabile, la Cucina di Strada si fa sintesi del rapporto che l’uomo ha stabilito con le materie prime e con le abitudini del luogo in cui risiede, diventa percorso per chi vuole “assaggiare” i luoghi della memoria.

Questo è lo Street Food di Stefano Bartolini