Andrea

Di latte ne ho bevuto ben poco: ero nel seggiolone e mio nonno Marcello mi nutriva a poverazze, sardoncini e moletti. Al ritorno da scuola non andavo a casa ma al ristorante a mangiare e fare i compiti . . . ho visto passare migliaia di piatti, profumi, colori e persone. Il giorno dopo la mia laurea in architettura ho detto a mio babbo: “Adesso sono pronto a fare l’oste”.

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